Qual è la storia del Dobermann?

Le origini del Dobermann non sono molto note e sono state fatte molte congetture sulla sua storia. Quello che è certo è che Federico Luigi Dobermann ha fatto un ottimo lavoro

Il Dobermann ha esordito nella grande famiglia canina tra il 1850 a il 1870, nella città di Apolda, in Turingia. I primi esemplari della razza furono ottenuti da Federico Luigi Dobermann, un esattore delle imposte, che aveva bisogno di un cane in grado di difenderlo dai ladri che per strada avrebbero potuto aggredirlo per le somme che portava.

Non abbiamo molte notizie sui progenitori del primo esemplare e si sono fatte molte congetture a riguardo. L’ipotesi più accreditata è che furiono usati il Pinscher tedesco, il Bracco di Weimar e il Rottwailer che possiede la sua stessa colorazione.Si è parlato anche di Manchester Terrier, Black and tan terriers inglesi presenti in Germania, ma notizie certe non ce ne stanno.

Dopo il Levriero, il Dobermann è il cane più veloce e alcuni vorrebbero incroci anche con lo Schnauzer o con l’Alano e il Pastore tedesco. Altri invece ritengono che discenda dal Cane da pastore della Beauce giunto in Germania con le armete napoleoniche che sarebbe stato incrociato con l’alano tedesco blu.

Comunque sia, il risultato è straordinario: un cane con qualità eccellenti che venne chiamato il Cane dei gendarmi. Nel 1914 accompagnò la polizia tedesca durante la guerrà divenendo oltre che da guardia anche un cane da guerra.

Ormai si tratta di un cane diffuso e con appassionati in tutto il mondo che ha spopolato negli Stati Uniti d’America per l’impiego da parte dei Marines nelle operazioni di guerra in Asia.

Il cucciolo di dobermann va comprato verso i 4-5 mesi di vita, così che abbia acquistato già una certa autonomia. C’è chi preferisce il cucciolo di 60-70 giorni per poterlo svezzare, ma lo consiglio solo alle persone super esperte essendo un periodo molto delicato per il cane. Se avete bambini piccoli, soprattutto, dovete considerare che a 2 mesi il cucciolo non è un buon compagno di giochi perché i primi tre mesi penserà a dormire e necessità di tranquillità.

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