Procellariiformi: la distinzione nei diversi gruppi e famiglie

Tra i Procellarriiformi si distinguono ben 4 famiglie, la più grande delle quali è quella dei procellaridi. Inoltre, le tecniche di caccia adottate da questi uccelli non sono sempre uguali, ma dipendono dalle caratteristiche peculiari di ogni specie

All’interno dell’ordine dei Procellariformi si distinguono diversi gruppi a seconda delle tecniche di pesca adottate.

Per esempio, se gli albatri localizzano la preda per mezzo dell’olfatto e della vista e poi nuotano catturando le prede con rapidi movimenti del lungo collo e del becco uncinato, i petrelli tuffatori, conosciuti come Pelecanoides (vedi la foto allegata) catturano le prede immergendosi in acqua. Invece le procellarie dalla coda forcuta, dotate di lunghe zampe a sostenere un piccolo corpicino, sembra che corrano sulle acque, acchiappando con il becco gli animaletti che scorgono.

E ancora, le procellarie del genere Pterodroma, una volta localizzata la preda, si lasciano cadere dell’alto e in un attimo la afferrano spiccando nuovamente il volo; oppure ancora i rappresentanti del genere Pachyptila che attraverso le lamelle cornee sul becco filtrano la superficie dell’acqua trattenendo i crostacei pelagici.

Stupefacente vero?

I procellariiformi sono uno dei più antichi gruppi di uccelli, pensate che i loro parenti più prossimi sono i pinguini che in quanto ad adattamenti acquatici non scherzano sicuramente! Si distinguono inolre 4 gruppi corrispondenti a quattro famiglie:

  1. Diomedeidi – grandi albatri;
  2. Procellaridi – puffini o berte, procellarie, ossifraghe e fulmari;
  3. Idrobatidi – petrelli, uccelli delle tempeste e procellarie dalla coda forcuta;
  4. Pelecanoididi – petrelli tuffatori;

I Procellaridi hanno un tipico odore muschiato rancido, dovuto alla secrezione di un liquido dalle ghiandole della parete dello stomaco. la sua funzionalità non è chiarissima ma si ritiene che serva da un parte per una questione di puliza del piumaggio e dall’altra come mezzo di difesa quando viene espulsa violentemente dal becco, innaffiano l’intruso (praticamente è quello che definiremo un “vomito” di difesa).

Molto specializzati all’ambiente acquatico, i Procellaridi sono goffissimi sulla terraferma. Perlopiù si trascinano sul petto e sui tarsi quindi l’introduzione di gatti o altri predatore nelle isole colonizzate da questi uccelli causa delle vere e proprie stragi.

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