
Le specie in cui l’infanticidio è stato documentanto comprendono non soltanto i nostri parenti più prossimi come scimpanzé e gorilla ma anche diverse altre, fra cui il leone e il licaone. La maggior parte delle uccisioni avviene perché i maschi adulti sentono come dei rivali i piccoli delle femmine con cui non hanno mai copulato.
In natura, accade spesso che un maschio invasore cerchi di soppiantare il residente appropriandosi del suo harem di femmine e del suo territorio: l’usurpatore sa bene che i piccoli non sono suoi e che un domani potrebbero soppiantarlo quindi medita sin dall’inizio di ucciderli quando la madre si sarà allontanata. Allo stesso modo, la femmina è conscia del pericolo che corrono i suoi cuccioli e spesso cerca di nasconderli al maschio.
E’ improbabile che la femmina abbia l’ovulazione fino a quando allatta i sl suo piccolo e il maschio ha tutto l’interesse di riprodursi. Mettere fine all’allattamento uccidendo il cucciolo è il metodo più veloce per far riprendere il ciclo estrale alla femmina.
Sicuramente, ò’uccisione dei piccoli è un grave problema evolutivo per le madre che perdono così il proprio investimento genetico. le statistiche parlano chiaro: nel corso della vita quasi tutte le femmine di gorilla perdono almeno un cucciolo a causa di un maschio e più di un terzo di tutte le morti di piccoli è dovuto all’infanticidio.








