La fecondazione interna ed esterna 2/2

Cari lettori, continuiamo in questa seconda parte a fare delle considerazioni: il vantaggio di una fecondazione esterna è che teoricamente  sono entrambi liberi di produrre altri embrioni con altri partner, mentre in quella interna, anche se il maschio può accoppiarsi con altre femmine e quindi riprodursi, la femmina gravida non sarà più fertile e dovrà poi preoccuparsi di allattare i piccoli.

Una cosa alla quale non si pensa è che mentre per le femmine a fecondazione interna la maternità  certa, per il maschio non è così. Lo scopo in natura è quello di trasmettere i propri geni, quindi perché un maschio dovrebbe occuparsi di un cucciolo che potrebbe anche non essere il suo? La femmina potrebbe avere copulato anche con altri partner…

Da qui, la maggior parte dei mammiferi maschi si allontana dopo l’accoppiamento e non si occupa delle cure parentali.

Vi sono 3 eccezioni che vi riporto in modo sintetico:

  1. la femmina rilascia le uova non ancora fecondate e il maschio dopo averle fecondate le raccoglie prima che altri maschi ne abbiano la possibilità. Certo quindi della paternità se ne prende cura. E’ il caso del rospo ostetrico! (verrà approfondito più avanti).
  2. le femmine si contendono un maschio che si accoppierà solo con loro e si accollerà in tutto e per tutto il compito di allevare i piccoli. E’ il caso degli uccelli di ripa (verrà approfondito più avanti).
  3. anche se con la fecondazioen interna, la femmina non riesce da sola a prendersi cura del piccolo. Occorrono quindi le cure biparentali (è il caso della maggior parte degli uccelli nordamericani ed europei monogami).
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