
Il Fagiano della Colchide è un uccello molto apprezzato tra la selvaggina, tanto da essere una delle prete più ambite durante la stagione di caccia (aggiungerei purtroppo!). Venne introdotto in Europa fin dal Medioevo e si è acclimatato molto bene in quasi tutte le regioni d’Italia. Attualmente il nostro comune fagiano è il risultato degli incroci tra quello europeo e alcune specie cinesi.
Il fagiano soprattutto nelle pianure ma lo si trova spesso anche nei terreni accidentati. Si tratta di un uccello che predilige soprattutto i boschi di latifoglie, le sterpagni attorno ai corsi d’acqua, i grandi parchi e i boschetti in mezzo ai campi.
Caratterizzato da un notevole dimorfismo, il maschio raggiunge quasi gli 80 centimetri di lunghezza, mentre la femmina solo i 60. E’ un animale che non lascia il suo territorio tutto l’anno: durante la stagione degli amori (nei mesi di marzo-aprile), il maschio richiama la femina lanciando dei gridi e sbattendo furiosamente le ali distese a ventaglio.
Subito dopo l’accoppiamento, il maschio abbandona la femmina che si occupa da sola di costruire il nido e di covare le uova. Questo periodo dura circa 25 giorni, e la femmina è molto vulnerabile tanto da poterla addirittura toccare mentre cova.
L’alimentazione del fagiano è data da vermi, molluschi, insetti, bacche, semi e foglie verdi.








