Il delfino: vascolarizzazione e canali d’informazione

I delfini, come molti altri cetacei, hanno risolto il problema del mantenimento dell’omeostasi termina. Evitano infatti di disperdere il loro calore grazie ad una copertura fitta di grasso sottocutaneo molto isolante e ad una vascolarizzazione cutanea poverissima.

la cosa eccezionale dei delfini è il loro sistema di vascolarizzazione regolabile: se l’animale ha bisogno di disperdere calore, la circolazione sulla superficie delle pinne è molto intensa, se invece l’animale è tranquillo e non necessita di grande energia, la circolazione superficiale è minima.

Come tutti gli animali, anche i delfini hanno bisogno di informazioni su ciò che li circonda. Quello che è straordinario è come avviene la loro acquisizione di informazioni. Pensate che i delfini hanno una percezione olfattiva peggiore di quella dell’uomo (il che è tutto dire) e una vista molto scarsa. I delfini soffrono di miopia e riescono a vedere oggetti in movimento solo ad una distanza massima di 15 metri!

A compensare tutti questi deficit sensoriali ci pensa l’udito: i delfini posseggono il sistema uditivo più perfetto tra tutti gli animali viventi. Vivendo immersi in una disorientante sfera azzurra in cui non si distingue dove si trova la superficie e dove il fondo (i sommozzatori parlano di muro azzurro e infatti, l’unico modo per sapere da che parte andare per riemergere è guardare la direzione delle bollicine d’aria), i delfini vivono in un universo sonoro.

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