
Il CID, il Club Italiano Dobermann, venne costituito nel 1973 per iniziativa di alcuniamatori torinesi di questa particolare razza. Venne riconosciuto subito ufficilamente dall’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana, e ha lo scopo di migliorare la razza e organizzare eventi che abbiano proprio nel Dobermann il protagonista.
Come sempre, va ribadito che il Dobermann è una razza sicuramente elegante ma nasce come cane di utilità. Se non ha superato anche un esame nelle prove di lavoro (difesa) e conseguito il CAL, ossia il certificato Attitudine al Lavoro, un Dobermann non può accedere a concorsi di bellezza. L’errore degli allevatori spesso è quello di trascurare il carattere preferendo l’estetica.
Non bisogna mai dimenticare la forte personalità del dobermann, e sono stati registrati casi in cui dei padroni non in grado di educarli sono stati morsi, ma non è un primato di questa razza (è accaduto anche in altri tipi di cani).
Il Dobermann è un cane che reagisce se punito ingiustamente, mentre sopporta la punizione se meritata. E’ un cane giusto e molto intelligente che considera suo la casa, la macchina, i bambini, la sua famiglia, che difenderà tenacemente.
Lo standard vuole il Dobermann come un cane di taglia media, muscoloso e molto robusto, con linee eleganti e un portamento fiero. La testa deve distaccarsi dal collo con evidenza, con una mandibola profonda e larga. Gli occhi scuri e le orecchie sono portate erette (nel caso del taglio) o abbassate come in foto.
Anche il collo, in proporzione con il corpo e la testa, è asciutto e muscoloso. L’altezza ideale del tronco del Dobermann al garrese è di 68-70 centimetri per i maschi e 63-67 per le femmine. L’andatura di questo cane è elastica e sciolta; molto agile, avanza simultaneamente l’arto anteriore di un lato e quello posteriore dall’altro.
A pelo corto, duro e fitto, ma molto liscio può avere il mantello nero o marrone con focature su mandibole, labbra, guanchia, palpebre superiori, gola, petto, parte interne delle gambe, metacarpi, piedi sul cercine anale e sulla protuberanza ischiatica.








