Caccia e politica

Cari lettori, il ministero del Turismo ha fatto un sondaggio nazionale e pare che l’80 % dei cittadini siano contrari alla caccia nei terreni privati, mentre solo il restante 18% (il 2% non si è espresso in merito) si è dimostrato favorevole. Il ministro Michela Brambilla, da tempo molto attenta e attiva sul fronte animalista, ha dichiarato quindi che è dovere delle istituzioni trasporre in legge la volontà della popolazione.

Verrà modificata la legge? Sicuramente ci sono tutte le intenzioni: se ricordate nel 1997 l’accesso dei cacciatori sui fondi privati era stato soggetto ad un referendum che come al solito non ebbe un esito positivo in quanto non venne raggiunto il quorum (come se fosse una novità!). tuttavia il segnale dei votanti fu molto forte perché già tredici anni fa l’81 % dei cittadini alle urne si espresse contro i cacciatori.

Vi riporto fedelmente le parole della ministra Brambilla:

Gli italiani lamentano disagio e insicurezza per il fatto che i cacciatori entrano nei loro terreni privati e sparano troppo vicino alle abitazioni, così come privazione di libertà per il non potere godere tranquillamente dei nostri boschi e delle nostre campagne senza il timore di essere impallinati.

Nonostante le aperte critiche e i tentativi di altri parlamentari di “zittire” la Brambilla in questioni lontane dal suo mandato e competenza, Berlusconi si è schierata a suo favore, appoggiando le associazioni animaliste.

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