
Michela Bramibilla torna in prima linea e in occasione del summit mondiale sull’ambiente in Brasile in cui si discute sull’inquinamento dell’ambiente, anche l’ex ministro del Turismo ha organizzato una manifestazione a Roma, davanti al Pantheon, in cui pubblicizzare la scelta alimentare vegetariana (oltre ad aver dato dati alla mano a chi di dovere).Insieme alla lega antivivisezione che ha sottoscritto il rapporto dei costi sul ciclo di produzione della carne, la Brambilla ha spiegato che la carne è attualmente la terza responsabile dei danni alla Terra.
Tutti dobbiamo impegnarci. E possiamo farlo cominciando dalle piccole cose, dalla vita quotidiana. Purtroppo è ancora troppo scarsa nel nostro Paese la consapevolezza di quante ferite creano gli allevamenti intensivi per la quantità di emissioni di gas serra nell’atmosfera e per le risorse di acqua che vengono dissipate. Se non cambiamo i nostri stili di vita e scegliamo tecnologie pulite rischiamo di dover affrontare danni irreversibili del pianeta.
Secondo le stime della Fao (Food and Agriculture Organization), sarebbero consumati ogni anno ben 56 miliardi di capi di bestiame in tutto il mondo e questo causerebbe un aumento della emissione di anidride carbonica e ammoniaca pari al 12, 6 % delle emissioni dei gas totali. In più, considerando che la Terra sta per diventare un pianeta povero di acqua (e pensare che siamo il pianeta Blu), considerare che per ogni 2 etti di carne vengono usati 25 litri di acqua dovrebbe far pensare.
Non è per nulla concorde con questa visione il direttore generale di Assocarni, François Tomei, che ha risposto alla Brambilla spiegando che il patrimonio bovino è in discesa eppure le emissioni di gas vanno sempre ad aumentare. Ovviamente, ognuno tira acqua al proprio mulino. Quelli che invece possono essere più oggettivi sono i nutrizionisti e i dietologi, esperti dell’alimentazioni che confermano il bisogno di carne del nostro organismo per non incorrere in carenze di ferro e vitamine b12.








